1984

Non è per mera suggestione letteraria che abbiamo rubato il nome al capolavoro di George Orwell per darlo a questo blog. Crediamo che la distopia sia qualcosa in più di un genere letterario. La società disumanizzata del Socing di Orwell, la sottile antropologia di Kurt Vonnegut in Ghiaccio nove, l’umanità lobotomizzata in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, l’abbrutimento e la violenza sociale nel Signore delle mosche di William Golding, la fine della civiltà e il manicheismo nell’Ombra dello scorpione di Stephen King: sono solo alcuni esempi decisamente irriducibili a profezie fantascientifiche, a visioni post-apocalittiche. Il valore aggiunto della letteratura distopica sta nell’implacabile rimando al presente, nella pulsione a guardare il reale con occhi nuovi, attenti a scovarne le dinamiche spesso nascoste, a intuirne le linee di forza, con il bisogno – ed è questo il guadagno maggiore – di agire per evitare la catastrofe. Prima che sia troppo tardi. La situazione politica, tanto italiana quanto mondiale, è davvero inquietante. Scenari sempre più foschi si presentano all’orizzonte: proveremo a raccontarveli. Forse stiamo già realizzando la nostra distopia e non ce ne accorgiamo ancora.

Perciò, BENVENUTI NEL 1984.

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