Ricca o Veltrusconi?

27 02 2008

La candidatura di Piero Ricca con l’IdV è la nostra ultima speranza per una campagna elettorale che ci ha già deluso e annoiato. Di Pietro intanto strizza l’occhio all’antipolitica mettendo i banner del V-Day sul suo blog e avanzando proposte sul conflitto d’interessi che sa di non poter mantenere in quanto suddito del PD, ma evita accuratamente di rispondere a quanti (e siamo già tantissimi) gli chiedono via e-mail di candidare Ricca. Giovedì ad Annozero ne vedremo delle belle… (A proposito: se vuoi sostenere la candidatura di Piero trovi qui le istruzioni).

Attendiamo con ansia il programma del PdL (Berlusconi ha minacciato promesso di mandarcelo a casa, come da tradizione), per poterlo confrontare con quello del PD e giocare a trovare le differenze.

La fusione PdL-PD si farà presto. Fosse solo per evitare nuovi casi De Gregorio, le cui temibili conseguenze sono l’estenuazione dell’elettorato (o, peggio, la sua presa di coscienza) e l’inevitabile strascico di indagini giudiziarie. Intanto ci siamo divertiti ad immaginare come sarà l’Italia prossima ventura, quella di Veltrusconi. (Votate numerosi!)





Il Popolo dell’Impunità

21 02 2008

Dato per scontato che Berlusconi, qualora eletto, cavalcherà il caso Mastella e nel nome di un garantismo bipartisan assesterà il colpo decisivo all’indipendenza della magistratura dal potere esecutivo (con buona pace di Montesquieu), leggiamo oggi sul Corriere di un ulteriore progetto di Berlusconi sulla giustizia: più giurie popolari per tutti. Una corte con un presidente e nove giudici non togati, in pieno stile telefilm americano (escludiamo che Berlusconi si sia ispirato al diritto anglosassone: ignora e calpesta il nostro, figuriamoci…). Silvio gongola al solo pensiero di essere giudicato, anziché da quelle dannate togacce rosse, da nove casalinghe cresciute a soap opera e programmi Mediaset. Magari, in camera di consiglio, i giurati potranno agevolare la formazione del loro giudizio attraverso la consultazione degli archivi di Porta a Porta e Matrix, o chiedendo i pareri dei vari Crepet e Morelli, di Maria De Filippi, di Platinette, della D’Eusanio. E, perché no, il verdetto potrebbe arrivare direttamente da casa con il televoto. Il sogno di Silvio è quello di applicare la legge Cirami e chiedere la remissione dei suoi processi al tribunale di Forum. Da non sottovalutare il fatto che corrompere un pensionato, un operaio o il giudice Santi Licheri è decisamente più conveniente che corrompere gente avida come Renato Squillante o Vittorio Metta. Certo, il Corriere riporta le rassicurazioni di “fonti autorevoli di centrodestra” che tengono a precisare che la proposta “non ha nulla a che vedere con processi legati a reati finanziari, fiscali, societari”: ma si può credere a un affamato che davanti a una bella bistecca impugni forchetta e coltello precisando che non intende usarli?